La comunità senegalese di liguria ha accettato e ha creato questa associazione per:
_riunire nel suo interno i membri di entrambi i sessi,con l'intento
_di studiare e discutere problematiche sociali ed economiche.
La comunità senegalese di liguria ha accettato e ha creato questa associazione per:
_riunire nel suo interno i membri di entrambi i sessi,con l'intento
_di studiare e discutere problematiche sociali ed economiche.
Decreto del governo per adeguarci alla normativa dell’Ue. “Per favorire l’integrazione e la mobilità nell’Ue”
Roma – 19 dicembre 2013 - Novità in arrivo per i beneficiari di protezione internazionale.
Martedì scorso il governo ha approvato definitivamente un decreto legislativo per l' “attuazione della direttiva 2011/51/UE che modifica la direttiva 2003/109/CE del Consiglio per estenderne l'ambito di applicazione ai beneficiari di protezione internazionale”. Sul testo Camera e Senato avevano già dato parere positivo.
Con questa modifica, spiega un comunicato di Palazzo Chigi, "si intende conseguire un duplice obiettivo".
Innanzitutto, il decreto consentirà il rilascio di un permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, la cosiddetta “carta di soggiorno”, anche ai beneficiari di protezione internazionale (rifugiati e titolari di protezione sussidiaria, che, ad oggi, ne sono esclusi). Inoltre si vuole “favorire l’integrazione del titolare di protezione internazionale, attribuendogli, alle medesime condizioni previste per gli altri cittadini stranieri, uno status ulteriore di soggiornante di lungo periodo che può essere mantenuto anche in caso di cessazione della protezione internazionale e che ne agevolerà la mobilità all’interno dell’Unione europea”.
Lo schema del decreto legislativo era stato approvato il 9 ottobre scorso, a pochi giorni dal naufragio di Lampedusa, nell'ambito delle misure per l''emergenza immigrazione'. Qui lo schema di decreto che ha incassato il parere positivo del Parlamento.
In palio 17.850 quote per lavoro, ma due terzi sono per chi è già qui regolarmente. Si possono già compilare online le domande
Roma – 17 dicembre 2013 – Arriva un nuovo decreto flussi, ma non spalanca le frontiere.
Il ragionamento è lo stesso dello scorso anno: “ci sono già troppi disoccupati, inutile chiamare altri lavoratori dall’estero”. Così il governo ha deciso di far arrivare in Italia solo qualche migliaio tra lavoratori subordinati già formati all’estero e lavoratori autonomi, per il resto consentirà a cittadini stranieri che già si trovano regolarmente in Italia di convertire in permessi per lavoro subordinato permessi rilasciati per altri motivi.
Le quote
Il decreto è stato firmato il 25 novembre scorso da Enrico Letta e sblocca complessivamente 17.850 quote per lavoro. Vediamole nel dettaglio.
Potranno entrare in Italia:
• 3.000 lavoratori stranieri che abbiano completato programmi di formazione ed istruzione nei Paesi d'origine ai sensi dell'art. 23 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286;
• 200 lavoratori stranieri partecipanti all'EXPO di Milano del 2015;
• 2.300 lavoratori autonomi appartenenti alle seguenti categorie: imprenditori che svolgono attività di interesse per l'economia italiana; liberi professionisti riconducibili a professioni vigilate oppure non regolamentate ma rappresentative a livello nazionale e comprese negli elenchi curati dalla Pubblica amministrazione; figure societarie, di società non cooperative, espressamente previste dalla normativa vigente in materia di visti d'ingresso; artisti di chiara fama internazionale, o di alta qualificazione professionale, ingaggiati da enti pubblici oppure da enti privati; cittadini stranieri per la costituzione di imprese "start-up innovative" ai sensi della legge 17 dicembre 2012 n. 221, in presenza dei requisiti previsti dalla stessa legge e a favore dei quali sia riconducibile un rapporto di lavoro di natura autonoma con l'impresa;
• 100 lavoratori stranieri per motivi di lavoro subordinato non stagionale e di lavoro autonomo di origine italiana per parte di almeno uno dei genitori fino al terzo grado di linea diretta di ascendenza, residenti in Argentina, Uruguay, Venezuela e Brasile.
Si autorizza invece la conversione in permessi di soggiorno per lavoro subordinato di:
• 4.000 permessi di soggiorno per lavoro stagionale;
• 6.000 permessi di soggiorno per studio, tirocinio e/o formazione professionale;
• 1.000 permessi di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo rilasciati a cittadini di Paesi terzi da altro Stato membro dell’Unione Europea.
Via libera anche alla conversione in permessi di soggiorno per lavoro autonomo di:
• 1.000 permessi di soggiorno per studio, tirocinio e/o formazione professionale:
• 250 permessi di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo rilasciati a cittadini di Paesi terzi da altro Stato membro dell’Unione Europea.
Le domande
Anche quest’anno le domande viaggeranno solo online. Potranno essere spedite attraverso il sistema informatico del ministero dell’Interno https://nullaostalavoro.interno.it a partire dal giorno successivo alla pubblicazione del decreto flussi in Gazzetta Ufficiale. Una circolare dei ministeri dell’Interno e del Lavoro descrive nel dettaglio la procedura.
Saranno esaminate in base all’ordine cronologico di presentazione, fino all’esaurimento dei posti disponibili, ma vista la natura particolare delle quote stavolta non ci sarà bisogno di scapicollarsi. Soprattutto per quanto riguarda le quote per le conversioni, è difficile che si registri subito il tutto esaurito, come dimostra del resto anche l’andamento delle domande presentate per il decreto flussi del 2012.
Mentre si aspetta la pubblicazione del nuovo decreto, ci si può comunque preparare per farsi trovare pronti all’appuntamento. Dalle 8.00 di stamattina è infatti possibile registrarsi sul sito del ministero dell’Interno https://nullaostalavoro.interno.it, compilare e salvare la domanda, per poi spedirla al momento giusto. Chi ha dimestichezza con i computer può fare da solo, altrimenti si può chiedere aiuto a patronati e associazioni di categoria.
Elvio Pasca
Scarica
Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. "Programmazione transitoria dei flussi di ingresso dei lavoratori non comunitari per lavoro non stagionale nel territorio dello Stato per l'anno 2013".
Circolare esplicativa dei ministeri dell’interno e del Lavoro
Vanno presentate all’ente prescelto entro le 14.00 del 16 dicembre. Quindicimila posti in palio, da dividere con gli italiani. Ecco il bando e i moduli
Roma – 13 dicembre 2013 - Ultima chiamata per i ragazzi stranieri che vogliono impegnarsi nel Servizio Civile Nazionale. Entro lunedì mattina dovranno presentare la domanda di ammissione all’ente prescelto per il loro anno di volontariato.
È stata una sentenza del tribunale di Milano a costringere l’Ufficio Nazionale del Servizio Civile a modificare il bando, che ammetteva solo volontari con la cittadinanza italiana. Un requisito censurato come discriminatorio dal giudice, che ha invece imposto di ammettere anche i “giovani stranieri soggiornanti regolarmente in Italia”.
Rimangono, comunque, dei paletti. Verranno infatti ammesse le domande di ragazze e ragazzi non italiani che hanno tra i 18 e 28 anni, ma solo se appartengono anche a una delle seguenti categorie:
- cittadini dell’Unione europea,
- familiari dei cittadini dell’Unione Europea non aventi la cittadinanza di uno Stato membro che siano titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente;
- titolari del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo (la cosiddetta "carta di soggiorno");
- titolari di permesso di soggiorno per asilo;
- titolari di permesso per protezione sussidiaria.
I posti in palio, da dividere con gli italiani, sono quasi 15 mila, in progetti sparsi in tutta Italia. Gli aspiranti volontari stranieri hanno tempo fino alle 14.00 del 16 dicembre per presentare all’ente prescelto le domande per posta elettronica certificata, per posta o a mano, secondo la procedura indicata nel bando e utilizzando i moduli pubblicati sul sito dell’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile.
I bandi, i progetti e i moduli per le domande
Verranno anche triplicati, solo sulla carta, anche i termini per rilasci e rinnovi dei permessi. E le domande per i flussi verranno esaminate solo se ci sono ancora quote a disposizione. In arrivo un decreto legislativo
Roma – 12 dicembre 2013 – Presto sarà più facile capire se un permesso di soggiorno consente di lavorare e cambierà la procedura per l’esame delle domande dei flussi d’ingresso. Inoltre, i tempi massimi previsti dalla legge per il rilascio, il rinnovo o la conversione dei permessi di soggiorno stanno per triplicare. Non è però il caso che milioni di immigrati si preoccupino: difficile peggiorare la situazione attuale.
A riscrivere alcuni passaggi del Testo Unico sull’Immigrazione è uno schema di decreto legislativo varato il 3 dicembre dal consiglio dei ministri per recepire l’ennesima direttiva europea, la 2011/98. Riguarda la “Procedura unica di domanda per il rilascio di un permesso unico che consente ai cittadini di Paesi terzi di soggiornare e lavorare nel territorio di uno Stato membro”.
In realtà l’Italia ha ben poco da recepire, perché la sua normativa è già abbastanza in linea con quella direttiva. La procedura che porta gli stranieri in Italia con i flussi termina infatti con il rilascio di un documento che è valido per soggiornare e per lavorare. Inoltre, altra previsione della direttiva, c’è già una sostanziale parità di trattamento e di diritti tra lavoratori stranieri regolari e lavoratori italiani.
Lo schema di decreto legislativo, sul quale il Parlamento dovrà esprimere il suo parere, introduce però alcune novità importanti.
Innanzitutto, prevede che sui permessi di soggiorno che autorizzano anche un’attività lavorativa venga inserita la dicitura “Perm. Unico lavoro”. Questo consentirà a un aspirante datore di lavoro di capire subito se può assumere anche un immigrato che è arrivato in Italia per un motivo diverso dal lavoro (ad esempio per motivi familiari, grazie a un ricongiungimento), ma che comunque, secondo la legge, può cercarsi un’occupazione.
Ci sono poi altre norme che potrebbero fare scalpore. Viene modificato l’articolo del Testo Unico secondo il quale “il permesso di soggiorno è rilasciato, rinnovato o convertito entro venti giorni dalla data in cui e' stata presentata la domanda”, innalzando il termine a sessanta giorni. E diventano sessanta, rispetto agli attuali quaranta, anche i giorni entro cui lo Sportello Unico per l’Immigrazione dovrebbe esaminare una domanda per i flussi e concedere il nulla osta all’ingresso del lavoratore in Italia.
Improbabile, comunque, che queste nuove norme abbiano effetti pratici. Alzi la mano l’immigrato che è riuscito a farsi rinnovare un permesso di soggiorno in venti giorni. Oppure il datore di lavoro che ha ottenuto in quaranta giorni il via libera all’ingresso di un lavoratore straniero. Parliamo infatti di procedure la cui durata reale, con buona pace di quello che dice la legge, non si misura in giorni, ma in mesi, se non in anni.
Infine, il decreto dice che le domande per le assunzioni dall’estero “sono esaminate nei limiti numerici” stabiliti dal decreto flussi. Le domande che superano questi limiti possono essere esaminate solo “nell’ambito delle quote che si rendono successivamente disponibili”.
Le ricadute di questa norma semplificheranno il lavoro degli Sportelli Unici per l’Immigrazione. Una volta terminate le quote, potranno infatti ignorare tutte le altre domande, senza più essere tenuti ad emettere e motivare migliaia di rigetti.
Elvio Pasca
Bugetti (Anci): "La riapertura del bando presenta comunque delle limitazioni, ma è un risultato importante. Tra i giovani volontari c'è spirito di integrazione"
Roma - 10 dicembre 2013 - “Siamo soddisfatti. Ora ci auguriamo, però, che possano partecipare tutti senza alcun limite”. Ilaria Bugetti, sindaco di Cantagallo (Prato) e delegata al Servizio Civile dell'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani commenta così l'apertura del Servizio Civile ai giovani stranieri dopo la sentenza del Tribunale di Milano.
Potranno presentare domanda entro il 16 dicembre ragazzi e ragazze tra i 18 e i 28 anni non aventi la cittadinanza italiana, riconducibili alle seguenti categorie: cittadini dell’Unione Europea; familiari dei cittadini dell’Unione europea non aventi la cittadinanza di uno Stato membro che siano titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente; titolari del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, titolari di permesso di soggiorno per asilo; titolari di permesso per protezione sussidiaria.
Dal bando restano dunque esclusi molti giovani stranieri che, seppure soggiornanti in Italia, non hanno comunque acquisito il permesso di lungo periodo, “per alcune categorie – sottolinea Bugetti – il decreto presenta dunque delle limitazioni”. Per la delegata ANCI si tratta comunque di “un risultato importante, il segno di un cambio di passo che sta investendo l’intero Paese. Ora – aggiunge – ci auguriamo che il servizio civile rientri tra le priorità di questo Governo”.
"Per la prima volta ragazzi italiani e stranieri potranno condividere e partecipare a quelle esperienze di solidarietà alle quali ci richiama la nostra Costituzione. Il fatto che questo segnale arrivi proprio dal Servizio Civile – conclude Bugetti - è un segno di quello spirito di integrazione che parte proprio dai giovani volontari impegnati nei progetti di servizio civile”.
Page précédente 14 15 16 17 18 19 20 Page suivante