La comunità senegalese di liguria ha accettato e ha creato questa associazione per:
_riunire nel suo interno i membri di entrambi i sessi,con l'intento
_di studiare e discutere problematiche sociali ed economiche.
La comunità senegalese di liguria ha accettato e ha creato questa associazione per:
_riunire nel suo interno i membri di entrambi i sessi,con l'intento
_di studiare e discutere problematiche sociali ed economiche.
"Da ministra non ho fatto proposte perchè il confronto sulla riforma fosse aperto a tutti i partiti politici. Ora arriverà un sintesi per dare una risposta a minori"
Roma - 8 gennaio 2014 - Per la riforma della cittadinanza è stato scelto un "percorso parlamentare" e "si sta indirizzando sempre piu' verso lo Ius Soli temperato, che riguarda i nati in Italia da genitori che hanno fatto un percorso e chi arriva giovane in Italia e deve fare un percorso di alcuni anni per riuscire ad avere la cittadinanza nel minor tempo possibile''.
Lo ha detto ieri pomeriggio la ministra per l'Integrazione Cécile Kyenge a Sky TG24.
''Da Ministro - ha sottolineato Kyenge - non ho fatto proposte di legge proprio per dare la possibilità di un confronto aperto a tutti i partiti politici. Un confronto trasparente e leale, che deve portare ad una legge che non sparisca al primo cambio di governo'' .
In parlamento ''e' stato fatto un lavoro di analisi delle venti proposte di legge presentate; ora affronteremo la seconda fase, quella di sintesi, per dare concretezza alla riforma, ma soprattutto dare una risposta ai minori. Tra le esigenze dei minori c'e' l'integrazione: la cittadinanza - ha concluso la ministra - e' uno strumento fortissimo per avere le stesse pari opportunità''.
Nuove risorse assegnate dalla Commissione Europea al ministero dell’Interno. Serviranno a migliorare l’accoglienza dei profughi e a smaltire più velocemente le domande d’asilo
Roma – 8 gennaio 2014 - Cambiano i flussi verso l’Italia, con meno migranti economici e più persone in fuga da guerre e persecuzioni. Per aiutarci a fronteggiare l’emergenza, accogliendo meglio i profughi e gestendo più velocemente le domande di asilo, arrivano nuove risorse dall’Unione Europea.
“La Commissione europea –spiega il Viminale - alla luce del protrarsi del continuo afflusso migratorio verso le coste italiane, ha concesso alla Direzione centrale dei servizi civili per l’Immigrazione e l’Asilo, autorità responsabile del Fondo europeo per i rifugiati (Fer), ulteriori € 12.800.000 per interventi di potenziamento dei servizi di accoglienza nei centri governativi coinvolti nell’emergenza”.
Molti i campi di intervento. “Queste misure, a valere sul Programma annuale 2013 del Fer, mirano all’ampliamento della capacità ricettiva del territorio attraverso l’individuazione di nuove strutture di accoglienza, in relazione alla pressione migratoria nelle aree metropolitane, al potenziamento dei servizi di accoglienza nei centri governativi maggiormente sollecitati dall’eccezionale flusso migratorio, al sostegno delle Commissioni territoriali ed anche all’istituzione di nuove sezioni”.
Nell’Atto di indirizzo per il triennio 2014-2016 il ministro del Lavoro parla anche di governo dell'immigrazione. Partendo dagli effetti della crisi economica
Roma – 8 gennaio 2014 – Addio maxi decreti flussi. Il futuro, almeno a breve termine, è fatto di pochi ingressi dall’estero di lavoratori stranieri e di una maggiore attenzione per quelli che sono già qui, ma hanno perso il posto.
A dettare la linea è il ministro del Lavoro Enrico Giovannini nell’ Atto di indirizzo per il triennio 2014-2016, che spiega come dovrà muoversi il suo ministero nei prossimi tre anni e si chiude con una serie di indicazioni sul governo dell’immigrazione.
“Tra gli effetti prodotti dalla crisi economica – scrive Giovannini - va sicuramente considerato il significativo aumento del numero degli stranieri che hanno perso il lavoro, che comporta problemi di tenuta del reddito dei nuclei familiari stranieri e, più in generale, un incremento dei fabbisogni di integrazione sociale all’interno della comunità di accoglienza”.
Innanzitutto, non si spalancheranno le frontiere. “Uno specifico impegno dovrà essere prestato dall’Amministrazione per impostare una più selettiva programmazione dei flussi di ingresso per motivi di lavoro, rendendoli numericamente più contenuti ma, anche, più qualificati ed esplicitamente collegabili alla reale domanda di lavoro”.
C’è poi da affrontare più efficacemente l’emergenza disoccupazione. “Dovranno essere sviluppate azioni specifiche volte a favorire la partecipazione di lavoratori stranieri disoccupati ai programmi di politica attiva del lavoro al fine di favorirne il reinserimento nel mercato del lavoro”. Giovannini chiede particolare attenzione per i più vulnerabili:“rifugiati, richiedenti o titolari di protezione internazionale o umanitaria”.
Infine, deve continuare l’impegno per l’integrazione. Il ministero dovrà rafforzare la cooperazione tra istituzioni centrali, Regioni ed Enti locali e “reti associative del privato-sociale, per accrescere l’efficacia degli interventi rivolti alla integrazione socio-lavorativa dei cittadini stranieri”.
“Un’attenzione specifica – conclude l’Atto di indirizzo - dovrà essere riservata al consolidamento dei sistemi di protezione dei minori stranieri non accompagnati, da attuarsi con il concorso di tutti gli attori pubblici e privati coinvolti”.
EP
Il Milleproroghe ha fatto slittare nuovamente il termine per utilizzare dichiarazioni sostitutive per i permessi di soggiorno e altre procedure riguardanti l’immigrazione. La Pubblica Amministrazione non riesce a far dialogare le sue banche dati
Roma – 7 gennaio 2014 – Il 2014 per gli stranieri in Italia si apre con una conferma attesa, ma tutt’altro che gradita: dovranno continuare a mettersi in fila agli uffici della pubblica amministrazione, per chiedere documenti da portare in altri uffici della pubblica amministrazione. Alla faccia della semplificazione.
Tutt’altro che semplice è anche il percorso che ha portato a questa situazione, sembra anzi un labirinto fatto di eccezioni e proroghe. Proviamo a ripercorrerlo.
Una legge in vigore dall’inizio del 2012, prevede che gli uffici pubblici non possono richiedere o rilasciare certificati che contengano dati già in possesso di altri uffici pubblici e che devono essere utilizzati nei rapporti con la Pubblica Amministrazione. Esempio: l'Inps non può chiedere uno stato di famiglia, deve accettare un'autocertificazione ed eventualmente verificarla con l'anagrafe del Comune.
Quella stessa legge fa però un’eccezione: non vale per “le speciali disposizioni contenute nelle leggi e nei regolamenti concernenti la disciplina dell’immigrazione e la condizione dello straniero”. Esempi: se chiedo il rinnovo di un permesso di soggiorno per studio, dovrò portare in Questura un certificato dell’Università che dice che sono in regola con gli esami, se chiedo un permesso per attesa occupazione dovrò portare un certificato di iscrizione alle liste di collocamento.
Quell’eccezione era dettata dal fatto che all’inizio del 2012, tanto per utilizzare gli stessi esempi, non c’era ancora un valido collegamento telematico tra le banche date di Questure, Università e Centri per l’Impiego, che consentisse di verificare facilmente eventuali autocertificazioni presentate dai cittadini stranieri.
Una situazione, si sperava, provvisoria, tanto che nella primavera del 2012 un’altra legge aveva eliminato quell’eccezione, prevedendo che il ricorso alle autocertificazioni fosse possibile anche nelle pratiche degli immigrati. La novità doveva scattare però dal 1 gennaio 2013, in modo che la Pubblica Amministrazione potesse intanto collegare le varie banche dati.
Quel collegamento, a quanto pare, si è rivelato molto più difficile del previsto. E così, di norma in norma, sono arrivate altre proroghe: prima al 30 giugno 2013, poi al 31 dicembre 2013. Chi a Capodanno sperava di brindare anche a un 2014 più semplice, però, è rimasto deluso. Tra le Mille Proroghe dell’omonimo decreto varato faticosamente a fine dicembre dal governo, ce n’è infatti anche una sulle autocertificazioni degli immigrati.
Lo spumante torna in frigo, rimettersi in fila. Fino a quando? Il decreto dice 30 giugno 2014, ma visti i precedenti è difficile crederci.
Elvio Pasca
Nella sola giornata di ieri mezzi della Marina militare e della Capitaneria di porto hanno salvato altre 823 persone
Roma, 3 gennaio 2014 - Sono oltre mille i migranti soccorsi nelle acque a sud di Lampedusa dai mezzi interforze dispiegati nell'ambito dell'operazione Mare nostrum.
Mentre alle 22.00 arrivavano in porto ad Augusta i 233 migranti soccorsi il primo gennaio, nella sola giornata di ieri - riferisce una nota - mezzi della Marina militare e della Capitaneria di porto hanno infatti salvato altre 823 persone: 207 da nave Urania; 292 da nave Sirio; 100 da Motovedette CP303; 88 da Motovedette CP403; 136 (delle quali 20 donne e 46 minori) da nave San Marco.
Gli elicotteri imbarcati sulle navi della Marina Mmlitare e l'Atlantic del 41* Stormo dell'Aeronautica decollato da Sigonella con equipaggio misto Marina e Aeronautica, hanno avvistato ieri pomeriggio i natanti in precarie condizioni di galleggiamento e sovraccarichi di uomini, donne e bambini. Il pattugliatore Sirio e la corvetta Urania, con il supporto delle motovedette 303 e 403 della Capitaneria di Porto, hanno soccorso 687 migranti provenienti da paesi africani e asiatici come Egitto, Pakistan, Iraq e Tunisia.
I migranti saranno trasferiti oggi sulla nave anfibia San Marco unendosi alle 136 persone soccorse ieri. San Marco raggiungera' domani mattina il porto di Augusta per lo sbarco dei soccorsi, come da indicazioni del minsitero dell'Interno.
Page précédente 12 13 14 15 16 17 18 Page suivante