La comunità senegalese di liguria ha accettato e ha creato questa associazione per:
_riunire nel suo interno i membri di entrambi i sessi,con l'intento
_di studiare e discutere problematiche sociali ed economiche.
La comunità senegalese di liguria ha accettato e ha creato questa associazione per:
_riunire nel suo interno i membri di entrambi i sessi,con l'intento
_di studiare e discutere problematiche sociali ed economiche.
I nuovi importi serviranno per tutti i versamenti di quest'anno. Le tabelle su Colfebadantionline.it, il portale del lavoro domestico
Roma – 3 febbraio 2014 – L’inps ha pubblicato l’importo dei contributi dovuti per l’anno 2014 per i lavoratori domestici. Vanno versati interamente dai datori di lavoro, che poi possono trattenere dalla retribuzione la quota a carico della colf, della badante o della baby sitter.
I nuovi valori serviranno dal prossimo primo aprile per calcolare il versamento relativo al primo trimestre del 2014. Ma anche, da subito, quando si interrompe un rapporto di lavoro e quindi bisogna versare tutti i contributi maturati dal lavoratore fino al momento delle dimissioni o del licenziamento.
L’importo dei contributi varia in base alla retribuzione, ma per i rapporti superiori alle 24 ore settimanali scatta un importo forfetario. Inoltre, per i rapporti di lavoro a tempo determinato, a meno che non siano giustificati dalla sostituzione di lavoratori assenti (ferie, malattia, maternità), i contributi da versare sono maggiori.
Su Colfebadantionline.it, il portale del lavoro domestico, le tabelle valide per tutto il 2014.
I cittadini romeni sono la comunità più numerosa
Milano, 3 febbraio 2014 - I cittadini stranieri continuano a voler vivere in Lombardia, la regione che si conferma con la più alta presenza di stranieri, superando ormai il milione di presenze stabili, pari al 23,4% della popolazione.
E' quanto emerge dal XXIII Rapporto Immigrazione Caritas Migrantes, presentato nel fine settimana a Milano.
"Chi si era illuso che la crisi potesse fermare un processo epocale, ancora una volta rimarrà deluso. Gli stranieri, che ci piaccia o no, sono nostri compagni di viaggio'', ha detto nel corso della presentazione alla sede della Caritas Ambrosiana, don Roberto Davanzo. Rispetto alla provenienza, i cittadini romeni sono la principale collettività immigrata sia in Italia sia in Lombardia (137.718). Seguono marocchini, albanesi, egiziani e cinesi.
Sono 320mila gli immigrati, provenienti da ben 168 diverse nazioni, impegnati regolarmente nelle campagne italiane
Roma, 3 febbraio 2014 - I prodotti dell'agricoltura italiana passano nelle mani dei lavoratori stranieri che rappresentano circa il 25 per cento del numero complessivo di giornate di occupazione del settore.
E' quanto emerge - riferisce una nota - da una analisi della Coldiretti in occasione della presentazione del XXIII Rapporto Immigrazione 2013 di Caritas Migrantes.
Sono 320mila gli immigrati, provenienti da ben 168 diverse nazioni, impegnati regolarmente - sottolinea Coldiretti - nelle campagne italiane per un numero complessivo annuale di giornate di occupazione di 25.598.449 nel 2012 (26.190.884 del 2011), pari al 25 (23% nel 2011). Gli stessi distretti produttivi di eccellenza del Made in Italy possono sopravvivere solo grazie al lavoro degli immigrati, dalle stalle del nord dove si munge il latte per il Parmigiano Reggiano alla raccolta delle mele della Val di Non, dal pomodoro del meridione alle grandi uve del Piemonte.
I lavoratori stranieri - continua Coldiretti - contribuiscono in modo strutturale e determinante all'economia agricola del Paese e rappresentano una componente indispensabile per garantire i primati del Made in Italy alimentare nel mondo su un territorio dove va assicurata la legalita' per combattere inquietanti fenomeni malavitosi che umiliano gli uomini e il proprio lavoro. I lavoratori immigrati impegnati in agricoltura - precisa la Coldiretti - hanno una eta' media di 35 anni e mezzo e per ben il 72 per cento sono di sesso maschile. I primi 12 paesi di provenienza rappresentano l'87,2 per cento del totale dei lavoratori stranieri (Romania 117.240, India 27.789, Marocco 26.220, Albania 24.624, Polonia 20.423, Bulgaria 15.100, Tunisia 12.445, Slovacchia 9.893, Macedonia 9.235, Senegal 5.738, Moldavia 5.478, Ucraina 4.722).
A livello provinciale - conclude Coldiretti - le prime 15 provincie per numero di lavoratori stranieri assorbono il 50,6 per cento della totalita' degli stranieri operanti in agricoltura (Foggia 6,4 per cento, Bolzano 5,7 per cento, Verona 5,3 per cento, Trento 4,2 per cento, Latina 4,0 per cento, Ragusa 4,0 per cento, Cuneo 3,3 per cento, Cosenza 2,8 per cento, Salerno 2,7 per cento, Ravenna 2,6 per cento, Reggio Calabria 2,2 per cento, Forli'-Cesena 2,0 per cento, Matera 1,9 per cento, Brescia 1,8 per cento, Ferrara 1,8 per cento).
Flessione nelle iscrizioni alle anagrafi. Nello stesso anno, si sono cancellati 38 mila cittadini stranieri
Roma – 27 gennaio 2014 - Nel 2012 si sono iscritte all’anagrafe in Italia 351 mila persone provenienti dall’estero, 35 mila in meno rispetto all'anno precedente (-9,1%).
Lo scrive l’Istat nel report “Migrazioni internazionali e interne della popolazione residente” pubblicato oggi.
Il calo delle iscrizioni dall'estero – spiega l’Istituto Nazionale di Statistica - è dovuto in larga parte al numero di ingressi dei cittadini stranieri, che scende da 354 mila nel 2011 a 321 mila nel 2012. Nello stesso anno, si osserva anche una contrazione delle iscrizioni dall'estero dei cittadini italiani (da 31 mila a 29 mila unità).
Tra gli immigrati la comunità più rappresentata è quella rumena che conta quasi 82 mila ingressi, seguita da quelle cinese (20 mila), marocchina (circa 20 mila) e albanese (14 mila). Rispetto al 2011 calano le iscrizioni di cittadini moldavi (-41%), ucraini (-36%), peruviani (-35%) ed ecuadoriani (-27%). Crescono invece gli ingressi di cittadini africani (+1,2%), di alcune cittadinanze asiatiche e, soprattutto, di quelle comunità soggette a conflitti bellici nei Paesi di origine (Nigeria, Pakistan, Mali e Costa d'Avorio).
Nel 2012 si contano 106 mila cancellazioni per l'estero, con un incremento di 24 mila unità rispetto all'anno precedente.
L'aumento delle emigrazioni è dovuto principalmente ai cittadini italiani, per i quali le cancellazioni passano da 50 mila nel 2011 a 68 mila unità nel 2012 (+36%). In aumento anche le cancellazioni di cittadini stranieri residenti, da 32 mila a 38 mila unità (+18%).
Il saldo migratorio netto con l'estero (cioè la differenza tra iscrizioni dall’estero e cancellazioni per l’estero) è pari a 245 mila unità nel 2012, in diminuzione rispetto all'anno precedente (-19,4%). Si tratta del valore più basso registrato dal 2007.
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Istat. Migrazioni internazionali e interne della popolazione residente. Testo Integrale. Tavole e Prospetti
I genitori non possono compilare la domanda autonomamente via internet, perchè non hanno il codice fiscale. Il chiarimento del ministero dell'Istruzione
Roma - 27 gennaio 2014 - Sono partite oggi sul sito www.iscrizioni.istruzione.it le registrazioni per le iscrizioni online alle prime classi delle scuole elementari, medie e superiori. Da lunedì prossimo sarà possibile anche inviare le domande. Questa procedura, però, non riguarda gli immigrati irregolari, che dovranno presentarsi di persona nella scuola scelta per i loro figli.
Si parte da presupposto che anche i figli degli stranieri senza permesso di soggiorno hanno il diritto e il dovere di frequentare la scuola dell'obbligo in Italia e i genitori possono iscriverli senza paura di essere segnalati alle forze dell'ordine. Oggi però molti si sono accorti di non poter completare la registrazione su www.iscrizioni.istruzione.it perchè prevede l'inserimento del codice fiscale, che gli "invisibili" non hanno.
Eppure, un passaggio di una circolare diffusa il 10 gennaio dal ministero dell'Istruzione aveva fatto pensare a una novità. Diceva che "anche per gli alunni con cittadinanza non italiana sprovvisti di codice fiscale è consentito effettuare la domanda di iscrizione on line. Una funzione di sistema consente la creazione di un cosiddetto “codice provvisorio”, che, appena possibile, l’istituzione scolastica dovrà sostituire con il codice fiscale definitivo".
In realtà, come ha chiarito in serata a Stranieriinitalia.it l'ufficio stampa del ministero, i genitori che non hanno il permesso di soggiorno e, quindi, nemmeno il codice fiscale "potranno fare l'iscrizione solo recandosi presso le scuole che già frequentano i figli o presso quelle prescelte per il prossimo anno scolastico".
E allora perchè parlare di iscrizione online? "Sarà comunque un'iscrizione online - sostengono a viale Trastevere - perchè verrà inserita nei terminali dal personale scolastico. Non ci saranno domande cartacee. Non era però possibile generare un codice provvisorio anche per i genitori irregolari e consentire loro di fare l'iscrizione autonomamente via internet".
Un caso diverso è rappresentato dai ragazzi che per esempio hanno raggiunto con un ricongiungimento i genitori già regolarmente residenti in Italia, ma ancora non hanno un codice fiscale. I loro genitori hanno il codice fiscale e quindi possono procedere da soli con la registrazione online e con l'invio della domanda. Senza muoversi da casa.
Elvio Pasca
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