La comunità senegalese di liguria ha accettato e ha creato questa associazione per:
_riunire nel suo interno i membri di entrambi i sessi,con l'intento
_di studiare e discutere problematiche sociali ed economiche.
La comunità senegalese di liguria ha accettato e ha creato questa associazione per:
_riunire nel suo interno i membri di entrambi i sessi,con l'intento
_di studiare e discutere problematiche sociali ed economiche.
Cher(e)s Compatriotes,
Le dispositif pour l’établissement à Milan de la carte nationale d’identité (cni) et l’immatriculation des enfants mineurs (moins de cinq ans) a été bien mis en place au Consulat, du 5 au 8 mars 2014, par une délégation du Ministère de l’Intérieur.
A la suite de la réunion de concertation du 7 mars 2014 avec les responsables d’associations , les modalités ci-après ont été retenues :
1- La carte nationale d’identité est obligatoire à partir de 15 ans. Elle est également délivrée aux enfants de plus de cinq ans. Les pièces exigées sont :
. un extrait de naissance de moins d’un an complétée par une autorisation parentale s’il s’agit d’un enfant mineur ou
. une ancienne cni + un extrait de naissance de moins d’un an ou
. un passeport + un extrait de naissance de moins d’un an
2- L'immatriculation : Elle est exclusivement réservée aux enfants de moins de cinq ans.
3- Le début des opérations : A compter du lundi 10 mars 2014 en raison de 20 demandes par jour jusqu’à la fin du mois d’avril 2014 en attendant la maîtrise et la consolidation du système.
Pour cette raison , une priorité sera accordée par le Consulat aux demandes de cni ou d'immatriculation revêtant une urgence voire une nécessité.
Prière assurer une large diffusion de ces informations en insistant au niveau individuel et collectif sur la nécessité d’accorder une très grande compréhension à l’endroit du personnel du Consulat dans la mise en œuvre de ces nouveaux services aux usagers.
Cordialement
Cher(e)s Compatriotes
Une délégation du Ministère de l’Intérieur séjourne actuellement à Milan pour installer au niveau du Consulat général du Sénégal à Milan le matériel nécessaire à l’établissement sur place de la carte nationale d’identité (CNI) et à l’immatriculation des enfants mineurs en vue de faciliter l’établissement ou le renouvellement du passeport biométrique.
Pour la mise en œuvre de ces nouveaux services, destinés à répondre aux préoccupations d’une grande partie de nos compatriotes, le Consulat général invite les responsables d’association à une réunion d’échange et d’information notamment sur les conditions et les modalités d’organisation, le vendredi 7 mars 2014 à partir de 15 h en présence des membres de la délégation du Ministère de l’Intérieur.
Bien vouloir assurer une large diffusion du présent message.
Cordialement

Il Consiglio dei Ministri ha recepito due direttive europee. Un decreto interviene su permessi di soggiorno ed esame delle domande per i flussi, l’altro ha misure dedicate alla repressione della tratta di esseri umani e alla protezione delle vittime
Roma – 28 febbraio 2014 – Dal Consiglio dei Ministri di oggi sono usciti solo la lista dei sottosegretari o la norma salva-Roma, ma anche, tra le altre cose, la versione definitiva di due decreti legislativi che recepiscono altrettante direttive europee sull’immigrazione.
Un decreto recepisce la “direttiva 2011/98/UE relativa a una procedura unica di domanda per il rilascio di un permesso unico che consente ai cittadini di Paesi terzi di soggiornare e lavorare nel territorio di uno Stato membro e a un insieme comune di diritti per i lavoratori di Paesi terzi che soggiornano regolarmente in uno Stato membro”.
In realtà l’Italia è già abbastanza in linea con quella direttiva. La procedura che qui porta gli stranieri con i flussi termina infatti con il rilascio di un documento che è valido per soggiornare e per lavorare. Inoltre, c’è già una sostanziale parità di trattamento e di diritti tra lavoratori stranieri regolari e lavoratori italiani.
Lo schema di decreto presentato a dicembre dal governo Letta prevedeva comunque novità importanti come l’apposizione della dicitura “valido per lavorare” sui permessi che consentono di svolgere attività lavorativa e una nuovo procedura per le domande dei flussi d’ingresso, che verrebbero esaminate solo se ci sono ancora quote a disposizione. Poi c’era un allungamento dei termini di legge per rilasci e rinnovi dei permessi, che però non dovrebbe avere effetti pratici.
Bisognerà adesso attendere che decreto arrivi in Gazzetta Ufficiale per capire quali modifiche sono state davvero apportate al Testo Unico sull’Immigrazione. Tra queste ce ne potrebbero essere anche alcune suggerite dalle commissioni di Camera e Senato, chiamate ad esprimere dei pareri sullo schema di decreto.
Lo stesso discorso vale per l’altro decreto, che recepisce la “direttiva 2011/36/UE concernente la prevenzione e la repressione della tratta di esseri umani e la protezione delle vittime, e che sostituisce la decisione quadro 2002/629GAI”.
Palazzo Chigi, nel comunicato pubblicato dopo il Consiglio dei ministri di oggi, dice che le misure “repressive”, sono volte “al rafforzamento della tutela penalistica dei reati di riduzione e mantenimento in schiavitù o in servitù e di tratta di persone”.
Poi ci sono le misure “di protezione delle vittime”. Tra queste, il governo segnala “la previsione contenente una disciplina di particolare tutela per le vittime minori di età, la previsione di un diritto all’indennizzo per le vittime, l’individuazione del Dipartimento per le Pari opportunità quale organismo di indirizzo e di coordinamento degli interventi in materia, l’adozione di un piano nazionale di azione contro la tratta ed il grave sfruttamento di esseri umani”.
EP
Buongiorno, ho il permesso di soggiorno CE per lungo soggiornante e mi trovo nel mio Paese da alcuni mesi. Quanto tempo posso rimanere fuori l’Italia senza perdere il permesso di soggiorno?
25 febbraio 2014 – Il titolare di un permesso di soggiorno CE per lungo soggiornante (la cosiddetta "carta di soggiorno") può assentarsi dal territorio UE, e quindi dall’Italia, per un periodo massimo di 12 mesi consecutivi. Ciò vuol dire che se il cittadino extracomunitario, in possesso del permesso di soggiorno CE per lungo soggiornante, torna nel proprio Paese o esce dal territorio UE, può restare massimo un anno senza che gli venga revocato il titolo di soggiorno.
Nel caso in cui il titolare del permesso di soggiorno CE si rechi in un altro Paese UE e si assenta dall’Italia per un periodo superiore a sei anni, perde il titolo di soggiorno italiano. Anche nel caso in cui gli venga rilasciato un permesso di soggiorno CE per lungo soggiornante da un altro Stato membro dell’UE, il documento di soggiorno italiano viene revocato.
Non sempre la revoca del permesso di soggiorno CE implica che venga disposto un decreto di espulsione nei confronti del cittadino extracomunitario. Nei casi specificati sopra, cioè nei casi in cui il permesso di soggiorno CE è stato revocato per assenze prolungate oppure per il rilascio di un titolo di soggiorno CE da parte di un altro Stato UE, se il cittadino extracomunitario ha le condizione previste del D.Lgs. n. 286/98 gli può essere rilasciato un altro tipo di permesso di soggiorno, come ad esempio per motivi di lavoro oppure familiari.
Quando il permesso di soggiorno CE per lungo soggiornante è revocato per una delle cause precedenti, il cittadino extracomunitario può riacquistarlo dimostrando di essere in possesso dei requisiti di legge previsti per il rilascio della medesima tipologia di soggiorno. L’unica differenza è che egli deve essere in possesso di un permesso di soggiorno in corso di validità da almeno 3 anni o non più da 5 anni, perché non si tratta del primo rilascio.
D.ssa Maria Elena Arguello
Prevede “forme di agevolazione” per le domande di ingresso e soggiorno per ricerca, studio o avvio di start-up innovative. Ma i ministeri degli Esteri, dell’Interno e del Lavoro dovranno prima inventarle
Roma – 25 febbraio 2014 - È stato convertito in legge dal Parlamento ed è arrivato venerdì scorso in Gazzetta ufficiale il decreto “Destinazione Italia”. Tra le altre cose, vorrebbe attrarre e far rimanere nel nostro Paese talenti e investitori stranieri, anche semplificando e sveltendo le procedure per i visti d’ingresso e per i permessi di soggiorno.
L’articolo 5 dice che i ministeri degli Esteri, dell’Interno e del Lavoro, dovranno individuare “forme di agevolazione nella trattazione delle domande di visto di ingresso e di permesso di soggiorno connesse con start-up innovative, con iniziative d'investimento, di formazione avanzata, di ricerca o di mecenatismo, da realizzare anche in partenariato con imprese,università, enti di ricerca ed altri soggetti pubblici o privati italiani”.
È una misura, conviene sottolinearlo, a scoppio ritardato. Finchè quei tre ministeri non si muoveranno e, soprattutto, finchè le soluzioni trovate non diventeranno operative, non cambierà nulla rispetto a oggi. Con il nuovo governo, toccherà a Federica Mogherini, Angelino Alfano e Giuliano Poletti darsi una mossa.
Ci sono poi norme immediatamente operative, introdotte dal decreto Destinazione Italia modificando il Testo unico sull’immigrazione.
Tra queste, ed è una novità inserita nel testo durante l’esame in Parlamento, c’è l’esenzione dal test di italiano per i rilascio del permesso di soggiorno CE rilasciato per lo svolgimento di attività di ricerca. Oppure che anche gli studenti stranieri che hanno conseguito in Italia un master di primo livello (finora doveva essere di secondo livello) possono iscriversi per un anno alle liste di collocamento e, se intanto trovano un’occupazione, avere un permesso per lavoro.
Viene anche abolito il tetto massimo per visti d’ingresso e permessi di soggiorno destinati a studenti stranieri residenti all’estero che si iscrivono a università italiane. Non se ne accorgerà nessuno: i nostri atenei non hanno mai richiamato dall’estero così tanti stranieri da sforare il tetto fissato dal governo.
Elvio Pasca
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