La comunità senegalese di liguria ha accettato e ha creato questa associazione per:
_riunire nel suo interno i membri di entrambi i sessi,con l'intento
_di studiare e discutere problematiche sociali ed economiche.
La comunità senegalese di liguria ha accettato e ha creato questa associazione per:
_riunire nel suo interno i membri di entrambi i sessi,con l'intento
_di studiare e discutere problematiche sociali ed economiche.
Cher (e) s Compatriotes,
Le Consulat général du Sénégal à Milan porte à la connaissance des usagers, qu’en application des dispositions du nouveau Code des Impôts du Sénégal , tous les documents consulaires sont légalisés sans timbres fiscaux.
Cependant, pour le laissez-passer ou sauf conduit ainsi que la carte consulaire le paiement d’un droit de timbre de 2 000 fcfa est exigé.
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Milan-Italie
Cher (e)s Compatriotes,
Le Consulat général du Sénégal organise une réunion le Samedi 1er février 2014, de 10h à 13h à l'effet d'échanger sur les conditions de mise en oeuvre à compter du mois de février 2014 du Programme de financement des projets des femmes de l'Italie.
Cette réunion se tiendra à l'adresse ci-après :
Fabbrica del Vapore.
Via Procaccini, 4
20154 - Milan
Le Consulat vous remercie d'avance de bien vouloir diffuser le présent message notamment auprès des femmes pour une large participation.
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Milan-Italie
Dal primo gennaio 2014 l'aiuto economico spetta anche a cittadini comunitari ed extracomunitari con la carta di soggiorno. Ma chi dovrebbe erogarla continua a sostenere che è riservata agli italiani
Roma – 10 gennaio 2014 – Nell’ultima legge di stabilità c’è una novità importante per gli immigrati. Da quest’anno potranno avere la social card (o carta acquisti), sulla quale lo Stato carica ogni due mesi ottanta euro da spendere per comprare generi alimentari, pagare medicinali e bollette della luce e del gas.
La social card era finora riservata ai cittadini italiani ultrasessantacinquenni o minori di 3 anni (in questo caso il titolare è il genitore) con un reddito familiare basso. Ora, rimanendo fermi gli altri requisiti, spetta anche ai cittadini comunitari e agli extracomunitari titolari di un permesso Ce per soggiornanti di lungo periodo, la cosiddetta carta di soggiorno.
Fin qui la teoria, ma il passaggio alla pratica sembra un po’ difficoltoso. Nonostante la legge di stabilità sia entrata in vigore il primo gennaio 2014, ad oggi né l’Inps, che eroga il contributo, né Poste Italiane, che attraverso i suoi sportelli raccoglie le domande e rilascia le social card, sembrano essersene accorte.
Sul sito internet dell’Inps c’è una pagina dedicata alla social card, che tra l’altro risulta essere stata aggiornata proprio oggi. Dice che “possono beneficiare della Carta acquisti i cittadini di nazionalità italiana”. E al call center dell’Inps (803164) un’operatrice insiste: ”Serve la cittadinanza italiana, altrimenti non si può fare nulla”.
Anche il sito web di Poste Italiane non è aggiornato. Informa che puoi chiedere la carta se “sei cittadino italiano residente in Italia e sei regolarmente iscritto all'Anagrafe”. Scoraggiati, proviamo allora a chiamare il Call Center Carta Acquisti (800666888), ma da una voce preregistrata arriva la solita solfa: tra i requisiti minimi d’accesso c’è “essere cittadino italiano residente in Italia e regolarmente iscritto all’anagrafe”.
Sicuri?
Elvio Pasca
La ministra dell'Integrazione: "Cittadinanza è uno strumento di integrazione. Nuove regole siano condivise, altrimenti un nuovo governo potrebbe cambiarle ancora"
Roma - 10 gennaio 2014 - La riforma della cittadinanza? Per la ministra dell'Integrazione Cècile Kyenge "questa rimane una priorità, un obiettivo e anche una promessa".
"La cittadinanza - spiega in un'intervista al Corriere delle Migrazioni - è lo strumento principale per promuovere l’integrazione e la partecipazione attiva dei giovani, in tutti i settori. Senza cittadinanza è difficile parlare di integrazione completa".
"Alla nuova legge - ribadisce però la ministra - si dovrà arrivare però in accordo con tutte le parti e con il coinvolgimento di tutti. Il cambiamento dovrà essere condiviso. Per evitare che, con un nuovo governo, si cambi di nuovo la legge".
Prima di diventare ministra, Kyenge ha sottoscritto insieme ad altri esponenti del Pd una proposta di riforma secondo la quale sarebbero subito italiani i per bambini nati in Italia da genitori residenti regolarmente da cinque anni, mentre quelli che arrivano qui da piccoli potrebbero ottenere la cittadinanza dopo un ciclo scolastico.
"Tutto questo- dice la ministra - per favorire una piena partecipazione e la consapevolezza dell’universalità dei diritti umani. Ma anche per tener conto della specificità dell’Italia che è stato a lungo un paese d’emigrazione e che solo da pochi anni è diventato anche d’immigrazione".
08 gennaio 2014 – Con la sentenza n. 201301848, il Tribunale Amministrativo Regionale della Puglia ha dato ragione allo straniero, accogliendo il ricorso che aveva presentato per impugnare l’archiviazione della pratica di regolarizzazione, presentata ai sensi del D.Lgs. 109/2012.
Il provvedimento di rigetto, che era stato adottato dal Dirigente dello Sportello Unico per l’Immigrazione di Lecce, si basava su due punti. Il primo era il parere negativo emesso dalla Questura che rilevava la “non effettività del rapporto di lavoro”, sostenendo che a loro viso si trattava di un rapporto non veritiero. Il secondo punto era una mera supposizione di “completo disinteresse per l’esito della domanda” da parte del cittadino extracomunitario visto che non aveva prodotto delle osservazioni al preavviso di diniego emesso ai sensi dell’art. 10bis della Legge 241/1990. Su quest’ultimo punto il Tribunale ha sollevato la peculiarità di questo strumento legale, visto che una mancata attivazione da parte dell’interessato nei confronti della Pubblica Amministrazione non può supporre un vero e proprio disinteresse per l’istanza presentata.
I giudici, nella fattispecie, hanno primordialmente sottolineato che la Questura non può emettere un parere in merito alla natura del rapporto di lavoro, visto che la autorità di Pubblica Sicurezza può segnalare la sussistenza di motivi ostativi al rilascio del permesso di soggiorno, cioè può indicare se lo straniero interessato è una persona che minaccia l’ordine pubblico e la sicurezza nazionale. Per di più, hanno ricordato che in merito alla capacità economica del datore di lavoro e la congruità delle condizioni di lavoro applicate, soltanto la Direzione Territoriale del Lavoro può emettere il proprio parere ai fini della procedura di regolarizzazione.
Il ricorso, quindi, è stato accolto visto non solo l’eccesso di potere dimostrato dalla Questura, ma anche perché la Prefettura è libera di dissociarsi dal parere formulato dalla Questura, trattandosi soltanto di un contributo consultivo obbligatorio ma non vincolante per l’esito della decisione finale che spetta allo Sportello Unico per l’Immigrazione.
Il Collegio, inoltre, ha ribadito che per poter dimostrare che il rapporto di lavoro è finto, è indispensabile procedere con accertamenti e riscontri effettivi, perché non basta la semplice supposizione. Anche perché ai sensi del D.Lgs. 109/2012, la disponibilità del datore di lavoro di regolare il rapporto di lavoro si basava nella premura di versare il contributo forfetario di €1.000,00 nonché di procedere al pagamento dei contributi previdenziali a favore del dipendente per il periodo antecedente e successivo.
Nel presente caso, anche se il rapporto di lavoro era regolarmente finito prima che il SUI decretasi l’archiviazione della pratica, il datore di lavoro aveva depositato tutta la documentazione richiesta dalla procedura di emersione 2012, compresa la copia di dichiarazione di cessazione del rapporto di lavoro.
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