La comunità senegalese di liguria ha accettato e ha creato questa associazione per:
_riunire nel suo interno i membri di entrambi i sessi,con l'intento
_di studiare e discutere problematiche sociali ed economiche.
La comunità senegalese di liguria ha accettato e ha creato questa associazione per:
_riunire nel suo interno i membri di entrambi i sessi,con l'intento
_di studiare e discutere problematiche sociali ed economiche.
Pubblicati gli avvisi del programma annuale 2013. Domande al ministero dell’Interno dal 30 agosto al 30 settembre
Roma – 19 agosto 2013 – Dai corsi di lingua ed educazione civica alla mediazione e al dialogo interculturale, passando per azioni nelle scuole, nelle famiglie o per il miglioramento dei servizi pubblici dedicati agli immigrati.
Sono tanti i campi di intervento dei progetti a valenza territoriale che potranno essere finanziati dal Programma annuale 2013 del Fondo europeo per l'integrazione di cittadini di paesi terzi (Fei). La direzione centrale per le politiche dell'immigrazione e dell'asilo del ministero dell'Interno, che gestisce il fondo, ha pubblicato gli avvisi che mettono in palio 16.800.000 euro.
Le proposte progettuali dovranno essere inviate - esclusivamente per via telematica tramite posta elettronica certificata (Pec) e con firma digitale - attraverso il sito https://www.fondisolid.interno.it, a partire dalle ore 12 del 30 agosto fino alle ore 16 del 30 settembre 2013. Gli avvisi pubblici riguardano le seguenti Azioni del Programma Fei 2013 (gli importi includono l'Iva):
-Azione 1 - 'Formazione linguistica ed educazione civica' (euro 1.500.000,00);
-Azione 3 - 'Integrazione scolastica e inclusione sociale dei giovani stranieri' (euro 4.000.000,00);
-Azione 4 - 'Integrazione e famiglia' (euro 600.000,00);
-Azione 6 - 'Mediazione sociale, linguistica ed interculturale' (euro 5.000.000,00);
-Azione 7 - 'Dialogo interculturale ed empowerment delle associazioni straniere' (euro 1.000.000,00);
-Azione 9 - 'Capacity building' (euro 3.700.000,00);
-Azione 10 - 'Scambio di esperienze e buone prassi' (euro 1.000.000,00).
Tutti gli avvisi, i fac-simile per le domande e gli altri documenti utili. Per informazioni sulla presentazione delle proposte progettuali si può consultare la guida di 'help desk'.
Verrà rilasciato dalla Questura, anche su segnalazione dei servizi sociali. Il decreto legge appena entrato in vigore tutela anche le immigrate
Roma – 19 agosto 2013 – Più protezione per le donne straniere vittime di violenze domestiche in Italia. Se sono qui irregolarmente potranno avere un permesso di soggiorno che le aiuterà a sottrarsi ai loro aguzzini, così come già succede per le vittime del racket della prostituzione o del caporalato.
La misura è contenuta nel decreto legge "per il contrasto della violenza di genere” entrato in vigore sabato scorso, che inasprisce le pene per maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e atti persecutori (stalking) e prevede misure come l’allontanamento immediato da casa dei sospetti colpevoli o l’assistenza legale gratuita per le vittime. Il governo, come ha spiegato il ministro dell’Interno Angelino Alfano dopo il varo del provvedimento,vuole “prevenire la violenza, punire in modo certo e proteggere le vittime”, con un occhio anche al mondo dell’immigrazione.
Il decreto contiene infatti un articolo che introduce il “permesso di soggiorno per le vittime di violenza domestica”, rilasciato dalla Questura, su proposta o con il parere favorevole della Procura della Repubblica. Succederà quando nel corso di indagini per maltrattamenti familiari, lesioni personali, mutilazioni genitali, sequestri di persona, violenza sessuale o atti persecutori commessi in Italia “in ambito di violenza domestica” verranno accertate “situazioni di violenza o abuso nei confronti di uno straniero” e la sua incolumità è in pericolo perchè vuole sottrarsi alla violenza o collabora con gli inquirenti (ad esempio denunciando il colpevole).
Lo stesso permesso potrà essere rilasciato anche se le situazioni di violenza o abuso emergono nel corso di interventi assistenziali dei servizi sociali specializzati nell'assistenza delle vittime di violenza. In questo caso saranno i servizi sociali a inviare una relazione al Questore con tutti gli elementi che gli permettano di valutare “la gravità e l’ attualità” del pericolo per l'incolumita' personale. Il documento potrà essere rilasciato a cittadini extracomunitari e comunitari.
Ma cosa di intende per violenza domestica? Il decreto lo spiega nel dettaglio: “Tutti gli atti, non episodici, di violenza fisica, sessuale, psicologica o economica che si verificano all'interno della famiglia o del nucleo familiare o tra attuali o precedenti coniugi o persone legate da relazione affettiva in corso o pregressa, indipendentemente dal fatto che l'autore di tali atti condivida o abbia condiviso la stessa residenza con la vittima”.
Elvio Pasca
DECRETO-LEGGE 14 agosto 2013, n. 93 Disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere, nonche' in tema di protezione civile e di commissariamento delle province. (13G00141) (GU n.191 del 16-8-2013)
Danneggiato dopo il decesso “per un malore” di un cittadino marocchino. Poco tempo fa un giudice ha definito la struttura "inadatta ad accogliere esseri umani”
Roma – 19 agosto 2013 - Il Centro di Identificazione ed Espulsione Sant'Anna di Isola Capo Rizzuto (Crotone) è chiuso da una decina di giorni per i danni subiti durante una rivolta. I cinquanta migranti detenuti al suo interno sono stati trasferiti in altri Cie.
La rivolta è scoppiata dopo la morte di uno degli “ospiti”, Moustapha Anaki, cittadino marocchino di 31 anni, in attesa di rimpatrio dopo aver scontato una pena in carcere a Salerno. Alla prefettura di Crotone, sulla base di quanto riferito dalla Questura e dalle “Misericordie d'Italia”, ente gestore del Centro, parlano un “malore” e quindi di morte “per cause naturali”.
Medici per i Diritti Umani ha visitato il Cie di Isola Capo Rizzuto all’inizio dell’anno, definendolo “largamente inadeguato a garantire una permanenza dignitosa dei reclusi”. Nel rapporto Arcipelago CIE, l’associazione denuncia “la grave carenza di spazi ed attività ricreative, la mancanza di un regolamento interno e di una carta dei diritti e dei doveri per i trattenuti, la sostanziale assenza di organizzazioni ed enti di tutela esterni” e parla di un “livello di tensione all’interno del centro preoccupante”.
Lo scorso dicembre un giudice del tribunale di Crotone ha assolto tre cittadini stranieri protagonisti di una delle tante rivolte scoppiate nel Cie. Nella sentenza il magistrato ha parlato di strutture ”al limite della decenza”, “non convenienti alla loro destinazione: che è quella di accogliere essere umani”, sostenendo che gli imputati sono stati vittima di “offese ingiuste”, alle quali hanno opposto una “legittima difesa”.
"Gestire l'immigrazione invece che continuare a fare ammazzare la gente in questo modo assurdo"
ROMA, 14 agosto 2013 - "Centrodestra e centrosinistra, preoccupati dall'Imu, sono inerti e indifferenti di fronte alla tragedia dei migranti. Dopo i morti di pochi giorni fa, continuano gli sbarchi, decine di persone che rischiano la loro vita per cercarsi un avvenire. In Italia la politica 'd'agosto' sembra assuefatta di fronte alle immagini di questi volti, di queste persone".
Lo afferma in una nota il leader del Partito della Rifondazione Comunista Paolo Ferrero.
"Noi chiediamo la cancellazione della legge Bossi-Fini - sottolinea Ferrero - per riuscire a gestire l'immigrazione invece che continuare a fare ammazzare la gente in questo modo assurdo, e un impegno vero per garantire i diritti dei migranti in Italia".
"Lutto Catania sia richiamo per istituzioni europee"
Roma, 14 agosto 2013 - "Il lutto cittadino proclamato oggi a Catania, in memoria dell'ennesima strage del Mare Nostrum, deve essere un richiamo concreto alle istituzioni europee perché si assumano le proprie responsabilità di coordinare, nel segno della solidarietà, da una parte, gli interventi di contrasto alle organizzazioni criminali che lucrano sul traffico di esseri umani, dall'altra, le procedure di accoglienza dei richiedenti protezione".
Lo dichiara in una nota Liliana Ocmin, segretario confederale della Cisl, nel giorno del lutto cittadino a Catania.
"Come Cisl - continua Ocmin - per meglio gestire e risolvere le crisi umanitarie che, purtroppo, continueranno ad aggravarsi per le emergenze in atto, sollecitiamo l'Unione europea ad assegnare risorse e mezzi adeguati per l'applicazione delle convenzioni internazionali, anche rivedendo quella di Dublino dimostratasi inefficace per i paesi più esposti per collocazione geografica, tra i quali spicca l'Italia,che, quale porta d' Europa, è la più in vista e non può essere, quindi, lasciata da sola. La dignità di queste persone e il loro sacrificiomeritano il rispetto e l'impegno di tutti: solo così, infatti, crediamo si possa rendere giustizia e onorare questi disperati che fuggono dai loro paesi di origine in cerca di speranza e troppo spesso pagano con la vita questo atto estremo".
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