La comunità senegalese di liguria ha accettato e ha creato questa associazione per:
_riunire nel suo interno i membri di entrambi i sessi,con l'intento
_di studiare e discutere problematiche sociali ed economiche.
La comunità senegalese di liguria ha accettato e ha creato questa associazione per:
_riunire nel suo interno i membri di entrambi i sessi,con l'intento
_di studiare e discutere problematiche sociali ed economiche.
Buongiorno, ho presentato la domanda di emersione dal lavoro irregolare nel 2012. Ci hanno convocato per la firma del contratto di soggiorno con il mio datore di lavoro, ma lui non può più tenermi alle sue dipendenze. Se io trovo un altro lavoro, posso avere lo stesso il permesso di soggiorno per lavoro subordinato?
12 agosto 2013 – La recente circolare congiunta del Ministero del Lavoro e del Ministero dell’Interno n. 4417 del 10 luglio 2013, specifica che nel caso in cui lo straniero che ha usufruito della procedura di regolarizzazione ma qualora il rapporto di lavoro fosse cessato, se al momento del fotosegnalamento in Questura dimostra di avere un nuovo regolare rapporto di lavoro, portando con sé copia della comunicazione obbligatoria modello UNILAV, in quel caso le autorità possono emettere direttamente un permesso di soggiorno per lavoro subordinato al posto di quello per attesa occupazione. Questa novità fa parte dell’allargamento delle maglie della procedura di emersione.
Rimane, comunque, la possibilità del rilascio del permesso di soggiorno per attesa occupazione per tutti coloro che siano in possesso dei requisiti previsti per la regolarizzazione ma che per diversi motivi non hanno più un rapporto di lavoro. La Circolare del Ministero dell’Interno n° 7529/2012 specifica la procedura da seguire nel caso si interrompa il rapporto di lavoro relativo alle domande di regolarizzazione presentate in seguito al decreto legislativo 109/2012. Gli scenari ipotizzabili in merito alla cessazione del rapporto di lavoro durante la procedura di regolarizzazione sono state spiegate all’inizio dell’anno. Sia chiaro che il rapporto di lavoro può cessare per libera volontà delle parti, sia in maniera consensuale o meno. La decisione deve essere comunicata attraverso una lettera che formalizza la fine del rapporto di lavoro.
Si ribadisce, infine, che anche se il rapporto di lavoro si interrompe prima della convocazione dello Sportello Unico per la firma del contratto si soggiorno, le parti sono comunque obbligate a procedere alla firma del contratto di soggiorno per il periodo per il quale lo straniero ha lavorato. Solo dopo la firma, il datore di lavoro non sarà più perseguibile, né penalmente né amministrativamente, per aver occupato irregolarmente un cittadino extracomunitario privo di un titolo di soggiorno nel periodo antecedente all’invio della domanda di regolarizzazione.
D.ssa Maria Elena Arguello
Il premier: "L'Italia "non ha mai fatto mancare la sua accoglienza"
Baku, 12 agosto 2013 - "L'Italia ha fatto e fara' sempre la sua parte sul fronte dell'accoglienza, ma pretendera' dall'Unione europea che cambi passo rispetto alle politiche migratorie nel Mediterraneo, che non e' una frontiera italiana ma una frontiera europea".
Lo ha detto Enrico Letta commentando la tragedia avvenuta a Catania.
Letta ha espresso "profondo dolore per i morti che purtroppo abbiamo accolto sulle spiagge di Catania" e ha aggiunto che l'Italia "non ha mai fatto mancare la sua accoglienza e lo abbiamo dimostrato una settimana fa con la vicenda dei profughi seguita alla decisione del governo di Malta". "L'Italia ha fatto la sua parte e lo fara' sempre - ha aggiunto - ma pretende che l'Europa affronti con un altro passo l'immigrazione nel Mediterraneo".
Il premier ha ricordato la visita del Papa a Lampedusa e ha aggiunto che "il tema dell'immigrazione nel Mediterraneo e' la conseguenza profonda della instabilita' del nord Africa, del Corno d'Africa e della Siria che ormai e' tragicamente strutturale. Serve - ha ribadito - un approccio completamente diverso da parte dell'Unione europea". Letta ha ricordato infine che la Grecia e l'Italia presiederanno rispettivamente il primo e il secondo semestre europeo nel 2014 e hanno concordato di "mettere la questione delle politiche migratorie come questione essenziale: l'Italia fa la sua parte, ma non possiamo affrontare questi temi da soli senza l'Europa, l'Italia si candida a guidare in Europa un cambio di passo su queste questioni".
"I viaggi si moltiplicano per l'assenza di una seria politica europea"
Roma, 12 agosto 2013 - "Il buonismo genera stragi. Questo accade in materia di immigrazione. I viaggi si moltiplicano per l'assenza di una seria politica europea e per il caos in Nord Africa causato da guerre sbagliate e rivoluzioni tradite", per questo Maurizio Gasparri ritiene che "occorre una reazione immediata prima che altre migliaia di clandestini si riversino sulle nostre coste".
"L'inerzia europea e' vergognosa. Oggi nel vuoto di potere libico l'iniziativa Ue e' essenziale, essendo impossibile ripetere le ottime intese del governo Berlusconi che avevano azzerato le partenze.
Il resto - conclude il vicepresidente Pdl del Senato - e' solo demagogia che incoraggia viaggi che spesso sono causa di tragedie. Con i trafficanti sono colpevoli anche quanti in Italia incoraggiano questi sbarchi".
Il ministro: "L'intera Europa è coinvolta da un fenomeno gigantesco"
Roma, 12 agosto 2013 - "Deve finire questa storia". Cosi' il ministro degli Esteri Emma Bonino ha risposto alla domanda di un giornalista di Radio Montecarlo che le chiedeva se l'Unione europea lascia da sola l'Italia nell'affrontare l'emergenza sbarchi.
Nel corso dell'intervista, il ministro ha osservato che "la Spagna ha un flusso enorme di immigrati dal Marocco, la Grecia ce l'ha dall'Iraq e dal Bangladesh, la Francia dalla Tunisia. E' un'emergenza che stiamo fronteggiando tutti. E' chiaro - spiega Bonino - che noi come italiani abbiamo gli occhi puntati sull'emergenza di casa nostra, ma tutti i Paesi europei sono coinvolti in questo problema, peraltro noi siamo un paese di transito, chi viene qui vuole raggiungere persone in Germania ad esempio. L'intera Europa e' coinvolta da un fenomeno gigantesco".
Quanto alle possibile contromisure per arginare il fenomeno, "soluzioni miracolose non ce ne sono - avverte il ministro - perche' la costa Sud del Mediterraneo e' completamente in fiamme: dalla Libia passando per l'Egitto, Siria. C'e' tutta una marea che si muove dal Sudan dal Niger: si combinano due grandi emergenze di emigrazione di poverta' e di chi scappa dalla guerra. Ci stiamo attrezzando nell'emergenza a far fronte nel modo piu' umano e legale possibile.
"Servono accordi anche per rientro se migrazione fallisce"
ROMA, 9 agosto 2013 - E' necessario "rafforzare" gli accordi tra l'Italia e i Paesi di origine degli immigrati per "cercare di dare anche una stabilita' e una legalita' per quello che riguarda le vie di ingresso, sia quelle del mercato di lavoro sia quelle che riguardano la possibilita' di poter ritornare indietro se fallisce un percorso migratorio".
Lo ha affermato il ministro dell'Integrazione, Cecile Kyenge, rispondendo al Tg1 alla domanda su come poter conciliare integrazione e sicurezza.
"Sono due punti - ha aggiunto il ministro - che devono essere bilanciati perche' le politiche di sicurezza hanno avuto una grande influenza sul nostro territorio mentre oggi bisognerebbe cominciare ad affrontare la politica dell'immigrazione, anche nell'ottica dell'accoglienza, dando la possibilita' alle persone di potersi riprendere la propria vita".Kyenge, rafforzare cooperazione Paesi origine
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