La comunità senegalese di liguria ha accettato e ha creato questa associazione per:
_riunire nel suo interno i membri di entrambi i sessi,con l'intento
_di studiare e discutere problematiche sociali ed economiche.
La comunità senegalese di liguria ha accettato e ha creato questa associazione per:
_riunire nel suo interno i membri di entrambi i sessi,con l'intento
_di studiare e discutere problematiche sociali ed economiche.
17 milioni di euro in palio per i progetti territoriali, domande al ministero dell’Interno attraverso il sito https://www.fondisolid.interno.it. Gli avvisi, i fac-simile e gli altri documenti utili
Roma – 23 settembre 2013 – È stata prorogata alle ore 16.00 del 10 ottobre 2013 la scadenza per la presentazione delle proposte progettuali a valenza territoriale di cui agli avvisi pubblici relativi alle azioni 1, 3, 4, 6, 7, 9 e 10 del Programma Annuale 2013 del Fondo europeo per l’integrazione di cittadini di Paesi terzi.
Tanti i campi di intervento dei progetti finanziabili: dai corsi di lingua ed educazione civica alla mediazione e al dialogo interculturale, passando per azioni nelle scuole, nelle famiglie o per il miglioramento dei servizi pubblici dedicati agli immigrati. Gli avvisi pubblicati dal ministero dell'Interno, che gestisce il fondo, mettono in palio complessivamente 16.800.000 euro.
Le proposte progettuali dovranno essere inviate - esclusivamente per via telematica tramite posta elettronica certificata (Pec) e con firma digitale - attraverso il sito https://www.fondisolid.interno.it
Gli avvisi pubblici riguardano le seguenti Azioni del Programma Fei 2013 (gli importi includono l'Iva):
-Azione 1 - 'Formazione linguistica ed educazione civica' (euro 1.500.000,00);
-Azione 3 - 'Integrazione scolastica e inclusione sociale dei giovani stranieri' (euro 4.000.000,00);
-Azione 4 - 'Integrazione e famiglia' (euro 600.000,00);
-Azione 6 - 'Mediazione sociale, linguistica ed interculturale' (euro 5.000.000,00);
-Azione 7 - 'Dialogo interculturale ed empowerment delle associazioni straniere' (euro 1.000.000,00);
-Azione 9 - 'Capacity building' (euro 3.700.000,00);
-Azione 10 - 'Scambio di esperienze e buone prassi' (euro 1.000.000,00).
Tutti gli avvisi, i fac-simile per le domande e gli altri documenti utili. Per informazioni sulla presentazione delle proposte progettuali si può consultare la guida di 'help desk'.
Nella notte il gruppo di estrema destra ha affisso uno striscione nei paraggi della Festa de l’Unità di Bologna dove è atteso il ministro
MODENA, 23 settembre 2013 - Blitz notturno e nuovo attacco contro il ministro Cecile Kyenge che è stata presa di mira da Forza Nuova.
“L'immigrazione uccide. Kyenge dimettiti” ha scritto il gruppo di estrema destra su uno striscione affisso nei paraggi della Festa dell'Unità di Bologna. A spiegare il gesto è lo stesso gruppo di Forza Nuova.
“Alla luce degli ormai innumerevoli reati, omicidi e violenze perpetrati da immigrati in Italia - si legge nella nota diffusa da Forza Nuova - il nostro pensiero non può che andare alle banlieu parigine, ai fatti di Milano, Londra e Stoccolma”. Il blitz, prosegue il comunicato di Forza Nuova, “ha la funzione di sensibilizzare gli italiani, sulle conseguenze di una immigrazione massiccia sul suolo italiano ed europeo”. Non solo: “Riteniamo inoltre pericolose, le proposte di legge del ministro della 'Disintegrazione’, come quella sul diritto di cittadinanza ai figli di immigrati nati in Italia (ius soli), l'abolizione del reato di clandestinità e l'ultima in ordine di arrivo sulla cancellazione del concetto, per lei obsoleto, di padre e madre”, conclude Forza Nuova.
Immediata la reazione del Partito democratico. Raffaele Donini, segretario del Pd di Bologna, parla di un nuovo vergognoso attacco contro il ministro per l’Integrazione, e questa volta a Bologna. “Siamo assolutamente orgogliosi di Kyenge e del suo operato - ha detto Donini - Il Pd e gli italiani sapranno essere immuni da questi balordi atti di intolleranza”.
In manette un uomo di 52 anni di Latina, già noto alle forze dell’ordine, che dietro il pagamento di ingenti somme di denaro, anche 2500 euro per ogni cittadino extracomunitario, procurava la documentazione per entrare e rimanere in Italia
Roma, 23 settembre 2013 - Un uomo di 52 anni residente a Latina è stato arrestato dagli investigatori della seconda sezione della squadra mobile per
ver favorito l’illegale permanenza, nonché l’ingresso, sul territorio italiano di cittadini extracomunitari senza titolo.
L’arresto è arrivato al termine di mirati indagini che hanno visto gli investigatori impegnati in appostamenti e pedinamenti che hanno permesso di ricostruire il modus operandi dell’uomo che dietro il pagamento di ingenti somme di denaro – anche 2500 euro per ogni cittadino extracomunitario – prometteva di procurare la documentazione necessaria per ottenere il visto d’ingresso nel territorio italiano per lavoro subordinato.
Le indagini sono state avviate a seguito alla denuncia di una delle vittime, una cittadina indiana, che ha versato la somma di 10.000 euro per ottenere nulla osta al lavoro stagionale per quattro suoi connazionali. L’attività investigativa ha accertato che tale documentazione era assolutamente falsa, tanto che i cittadini indiani che avevano pagato non hanno neppure ottenuto il visto d’ingresso per l’Italia.
L’arrestato è già noto alle forze dell’ordine per numerosi precedenti per truffa nonché perché recidivo nel favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Nonostante la sentenza di Milano, anche stavolta c’è il requisito della cittadinanza italiana. Le “piste” battute da Kyenge erano vicoli ciechi: “Bisogna prima modificare la legge”
Roma – 17 settembre 2013 – Quindicimila giovani volontari impegnati in attività di utilità sociale, tra disabili e anziani, nei musei, nelle scuole, nei parchi nazionali. Anche stavolta, però, dovranno essere tutti italiani doc: i figli degli immigrati, anche se sono nati e cresciuti qui, se per la legge sono ancora stranieri dovranno rimanere a casa.
Il nuovo bando per il Servizio Civile Nazionale, atteso a giorni, è un muro di gomma sul quale rimbalzano le aspirazioni delle seconde generazioni. Secondo le anticipazioni raccolte da Stranieriinitalia.it, tra i requisiti ci sarà di nuovo la cittadinanza italiana, come recita l’articolo 3 della legge che disciplina il SNC (d.lgsl. 77/2002). E con buona pace dell’ormai famosa sentenza del giudice di Milano , confermata in secondo grado, che ha definito quel requisito una “discriminazione” nei confronti dei ragazzi stranieri.
Il problema è che per l’avvocatura dello Stato quella sentenza non fa testo, anche perché ce n’è almeno un’altra di segno opposto. Quel che vale è la legge e finchè questa non cambia i bandi saranno solo per italiani. Una "linea" che ha dovuto digerire anche la ministra dell’Integrazione Cècile Kyenge, che dopo le dimissioni di Josepha Idem ha ereditato la delega al Servizio Civile Nazionale.
Eppure, a fine luglio, parlando proprio di un’eventuale apertura alle seconde generazioni, Kyenge era stata possibilista. “La discussione è in corso – aveva detto la ministra- il nodo centrale è che dobbiamo iniziare a parlare di persone residenti in Italia, di cittadini residenti che vogliono dare un contributo di volontariato a un servizio che esiste già. Qualunque ragionamento deve partire da questo. Stiamo esaminando tutte le piste, tutte le vie”.
Tutte quelle strade, a quanto pare, erano vicoli ciechi. “Nel nuovo bando sarà richiesta ancora la cittadinanza italiana. Nonostante la volontà della ministra di ammettere anche i ragazzi stranieri cresciuti in Italia non è possibile eliminare quella clausola, bisognerebbe prima cambiare la legge” confermano a Stranieriinitalia.it dall’entourage di Kyenge.
Il passaggio per il Parlamento viene quindi considerato obbligatorio. E le speranze, a breve termine, sono poche. Alla Camera i deputati del Pd Marina Sereni, Khalid Chaouki e Francesca La Marca hanno presentato due proposte di legge per aprire il Servizio Civile alle seconde generazioni, ma mentre ci si interroga sul futuro della legislatura, l’esame di quei testi non è neanche iniziato.
Elvio Pasca
Ne servono 500 mila sotto ognuno dei due quesiti. L’obiettivo è cancellare il reato di clandestinità e il legame tra contratto di lavoro e permesso di soggiorno
Roma – 16 settembre 2013 – Sprint finale per i dodici referendum proposti dai radicali italiani, tra i quali ce ne sono due che potrebbero scardinare l’attuale legge sull’immigrazione. Come? Eliminando il reato di clandestinità e spezzando il legame tra contratto di lavoro e permesso di soggiorno.
Continua in tutta Italia la raccolta delle firme. Ne servono cinquecentomila sotto ogni quesito perché gli elettori vengano chiamati a decidere se vogliono cambiare o no le norme attuali e vanno raccolte entro la fine di settembre. Per firmare è indispensabile essere cittadini italiani maggiorenni.
I referendum vogliono cancellare tre articoli del Testo Unico sull’immigrazione. Sono il 10 bis, che ha introdotto il reato di “ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato”, il 4 bis, dedicato all’Accordo di integrazione e, di conseguenza, al permesso a punti, e il 5 bis, che prevede la stipula tra datore e lavoratore di un “contratto di soggiorno per lavoro subordinato”.
“I referendum rappresentano ancora oggi l’unico strumento per imporre all’agenda politica il superamento della Bossi-Fini e del pacchetto sicurezza” ha spiegato qualche giorno fa a Stranieriinitalia.it Mario Staderini, segretario dei Radicali italiani.
“Inutile far finta che dalle sporadiche aperture di qualche esponente illuminato del centrodestra scaturisca una riforma della legge. Non sono aperture tali da far sperare in qualcosa di concreto. Se poi si dovesse andare ad elezioni anticipate, già immaginiamo la propaganda contro l’immigrazione”.
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