La comunità senegalese di liguria ha accettato e ha creato questa associazione per:

_riunire nel suo interno i membri di entrambi i sessi,con l'intento

_di studiare e discutere problematiche sociali ed economiche.

I nuovi valori in vigore dal primo luglio 2013 al 30 giugno 2014. Il contributo spetta a lavoratori italiani e stranieri, domande ai datori di lavoro o all’Inps

Roma – 24 maggio 2013 – Cambiano le soglie di reddito per gli assegni al nucleo familiare, grazie alle solita rivalutazione legata all'aumento del costo della vita. L’Inps ha pubblicato ieri i nuovi valori in vigore dal primo luglio 2013 al 30 giugno 2014.

L'assegno ai lavoratori dipendenti, ai pensionati da lavoro dipendente e, a determinate condizioni, ai lavoratori parasubordinati (come collaboratori coordinati e continuativi e liberi professionisti iscritti alla gestione separata dell'Inps) quando la somma dei redditi dei componenti nucleo familiare è al di sotto di determinate soglie. È una prestazione della quale possono godere i lavoratori italiani e stranieri.

La domanda va presentata al datore di lavoro o, per quanto riguarda lavoratori  domestici e operai agricoli, presso le sedi Inps. Nel primo caso l'assegno viene inserito in busta paga dal datore di lavoro, che poi verrà rimborsato, nel secondo pagato direttamente dall'Inps.

Scarica le nuove soglie di reddito
 



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Rete Nirva: 1000 partenze in un anno. Il 50% ha lasciato il Paese per perdita del posto di lavoro

ROMA, 24 maggio 2013 - Sono sempre piu' numerosi gli immigrati che lasciano l'Italia per tornare volontariamente nel loro paese d'origine: nel 2009 avevano aderito a programmi di ritorno volontario assistito (Rva) in 228, da giugno 2013 a giugno 2014 sono stimate 1.000 partenze. Tra i motivi principali c'e' la perdita del posto di lavoro.

Lo rileva la Rete italiana per il ritorno volontario assistito (Rirva), nata per la promozione e l'attuazione degli rva, progetti cofinanziati dal Fondo europeo rimpatri e dal Ministero dell'Interno. Secondo i dati diffusi da Rirva, dal 2009 a oggi ci sono stati 1.961 ritorni assistiti; il 71% riguarda uomini. Il 55% ha ricevuto un supporto alla reintegrazione sociale e lavorativa.

Piu' della meta' provengono da Tunisia, Ecuador, Peru' e Marocco e le principali regioni di partenza sono Lazio (456 rva), Lombardia (425), Emilia Romagna (189) e Piemonte (152). ''Il 50,38% - ha detto il responsabile del progetto Rete Rirva, Carla Olivieri, durante un incontro alla Camera - lascia il territorio italiano con un permesso di soggiorno per motivi di lavoro che non ha possibilita' di rinnovo, il 26% per necessita' di assistenza e vulnerabilita'. Nell'ultimo anno sono stati assistiti anche migranti irregolari per il 3,7% del totale degli rva realizzati''.

Il fenomeno del ritorno, ha osservato il presidente del Consorzio nazionale Idee in rete, capofila del progetto Rirva, ''e' cambiato a causa della crisi economica italiana e dei livelli di sviluppo spesso assai piu' significativi in alcuni paesi d'origine dei migranti''.



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Il mio datore ha presentato la domanda di regolarizzazione nel settembre 2012. Ci hanno convocato e abbiamo firmato il contratto di soggiorno alla Prefettura e ho già fatto la richiesta del permesso di soggiorno alla Questura tramite la Posta. Posso tornare nel mio Paese anche se non ho ancora il permesso di soggiorno?
 
24 maggio 2013 – In base alla normativa vigente, gli stranieri che hanno presentato la domanda per il rilascio del primo permesso di soggiorno per lavoro subordinato (così come tutti coloro che hanno richiesto il soggiorno per lavoro autonomo o ricongiungimento familiare) possono viaggiare a condizione che il viaggiatore sia in possesso di un valido passaporto e delle ricevute postali per la richiesta del permesso di soggiorno nonché l’uscita e il rientro avvengano attraverso una frontiera italiana senza fare scalo negli altri Paesi Schengen. Nel caso in cui l’aereo faccia scalo in Paesi extra Schengen, lo straniero deve informarsi preventivamente presso la Rappresentanza diplomatica del Paese in cui è previsto lo scalo.
 
Detto ciò, tutti coloro che hanno già firmato il contratto di soggiorno presso lo Sportello Unico per l’Immigrazione della Prefettura e che hanno successivamente spedito il mod. 209 assieme alla fotocopia del contratto di soggiorno, delle pagine del passaporto, del codice fiscale, della documentazione dell’alloggio e il certificato di idoneità alloggiativa così come la cessione di fabbricato oltre alla copia del documento d’identità del datore di lavoro alla Questura tramite il kit delle poste, possono usufruire di questa facilitazione.
 
Prima di organizzare il viaggio, però, è buona prassi tener presente che lo stesso giorno che si spedisce il kit di richiesta del soggiorno, lo Sportello Amico della Posta consegna la convocazione per l’appuntamento del fotosegnalamento presso la Questura. L’appuntamento in Questura è fondamentale per il rilascio del permesso di soggiorno e come tale va rispettata la data e orario di convocazione.
 
Si consiglia sempre di portare con sé una copia della documentazione inviate alla Questura mediante il kit delle Poste, in modo tale da poter dimostrare nella frontiera il motivo del soggiorno in Italia.
 
Non è consentito viaggiare in altri Paesi Schengen finché non si sia in possesso di un regolare permesso di soggiorno.
 
Chi, invece, è ancora in attesa della convocazione per presentarsi allo Sportello Unico per l’Immigrazione per il perfezionamento della pratica di emersione, non può viaggiare fuori dall’Italia e rientrare nuovamente visto che l’istanza è ancora in trattamento.  Ciò vuol dire che mentre la ricevuta d’invio della richiesta di emersione è un valido titolo per dimostrare che lo straniero è in attesa di “essere regolarizzato”, lo stesso documento non è un valido titolo di viaggio che consenta allo straniero di viaggiare fuori dal territorio nazionale e di rientrare poi in Italia.
 
 
D.ssa Maria Elena Arguello 


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"Voi appartenete a questa comunita' e questo Paese vi appartiene''

Roma, 24 maggio 2013 - "In tante città italiane si stanno svolgendo iniziative per conferire la cittadinanza onoraria a migliaia di bambini e ragazzi di origine straniera. Non posso che salutare con gioia questa iniziativa sua e di tanti Comuni sparsi in tutto il Paese".

Lo scrive il ministro per l'Integrazione, Cecile Kyenge, in una lettera inviata al sindaco di Rieti Simone Petrangeli nella quale saluta con grande interesse la scelta del Comune di conferire, in base al principio dello ius soli, la cittadinanza onoraria a 250 bambini, nati in Italia da genitori stranieri.

Nella lettera il ministro chiarisce: "Sui documenti di questi giovani che diventeranno cives ad honorem non verrà ancora scritto 'nazionalita' italiana', ne' potranno godere dei diritti che competono ai cittadini, malgrado stiano crescendo su questa Terra, qui stiano studiando, nonostante parlino la lingua di Dante e respirino l'aria del Bel Paese. Tuttavia - aggiunge Kyenge - tale atto simbolico e' il modo con il quale i Comuni, che sono le istituzioni piu' prossime alla popolazione, desiderano dire alle seconde generazioni: 'Siamo felici che voi siete qui. Voi appartenete a questa comunita' e questo Paese vi appartiene''.

La cerimonia di consegna della cittadinanza onoraria ai 250 bambini - informa una nota del Comun di Rieti - si svolgerà oggi, a partire dalle 9.30 al Camposcuola Guidobaldi (in caso di maltempo al Pala Leoni) nell'ambito delle iniziative di ''Rieti citta' amica dei bambini''. Nello stesso contesto il Comune ricevera' anche l'importante onorificenza dell'Unicef, finora concessa solo al Comune di Trento, come ''Citta' amica dei bambini e degli adolescenti''.
 



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Il Capo dello Stato incontra Roma e Lazio prima della finale di Coppa Italia: "Se c'è un barlume di intelligenza non si può fare un coro razzista. È segno di degrado civile"

Roma - 24 maggio 2013 -  "Ho letto di cori razzisti" intonati negli stadi nelle ultime settimane. "Se c'è un barlume di intelligenza non si può fare un coro razzista: è beceraggine" e segno di "degrado civile". Bisogna "spazzare via tutto questo dagli stadi" come dalla politica.

Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano incontrando i calciatori della Roma e della Lazio, che domenica si affronteranno per la finale di Coppa Italia. Napolitano ha sottolineato che bisogna "superare le prove del vincere e del convincere e di come giocare e in quale clima, in politica come nello sport". "

"In politica dico sempre che è necessario abbassare i toni. Se riusciamo nella politica a competere con il confronto ma senza contrapposizioni, dico che questo può servire al paese e quindi anche al calcio", ha spiegato il capo dello Stato.

Il presidente ha detto anche di aver letto di "minacce"  tra le tioserie. "Bastasse una minaccia per vincere - ha sottolineato  - allora non servirebbe nemmeno giocare".

Napolitano ha concluso ribadendo che domenica prossima deve essere una giornata improntata a "serenità e passione". "Chiunque vinca dovrà essere una bella giornata. Io sarò neutrale anche in questo caso" 



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