La comunità senegalese di liguria ha accettato e ha creato questa associazione per:
_riunire nel suo interno i membri di entrambi i sessi,con l'intento
_di studiare e discutere problematiche sociali ed economiche.
La comunità senegalese di liguria ha accettato e ha creato questa associazione per:
_riunire nel suo interno i membri di entrambi i sessi,con l'intento
_di studiare e discutere problematiche sociali ed economiche.
Firmato il nuovo decreto, buona parte delle quote sono destinate a lavoratori stranieri che già si trovano regolarmente in Italia. Si possono già compilare online le domande
Roma - 23 dicembre 2014 - Arriva un nuovo decreto flussi, ma anche stavolta è figlio della crisi economico e, quindi, della contrazione di richiesta di manodopera.
Il testo, firmato l'11 dicembre scorso e in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, sblocca complessivamente 17850 quote. Di queste, solo 5500 sono effettivamente ingressi dall'estero, mentre 12350 riguardano cittadini stranieri che già si trovano in Italia e che potranno convertire in permessi per lavoro i loro attuali permessi rilasciati per altri motivi.
Vediamo le quote nel dettaglio:
Ingressi
1.000 lavoratori stranieri che abbiano completato programmi di formazione ed istruzione nei Paesi d’origine ai sensi dell’art. 23 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286;
2.400 lavoratori autonomi appartenenti alle seguenti categorie: “imprenditori di società che svolgono attività di interesse per l’economia italiana che effettuano un investimento significativo in Italia, che sostiene o accresce i livelli di reddito; liberi professionisti esercenti professioni vigilate, oppure non regolamentate ma rappresentative a livello nazionale e comprese negli elenchi curati dalla Pubblica amministrazione; titolari di cariche di amministrazione o di controllo di società, di società non cooperative, espressamente previste dalla normativa vigente in materia di visti d’ingresso; artisti di chiara fama internazionale, o di alta qualificazione professionale, ingaggiati da enti pubblici oppure da enti privati; cittadini stranieri per la costituzione di imprese “start-up innovative” ai sensi della legge 17 dicembre 2012 n. 221, in presenza dei requisiti previsti dalla stessa legge e titolari di un rapporto di lavoro di natura autonoma con l’impresa”
100 lavoratori stranieri per motivi di lavoro subordinato non stagionale e di lavoro autonomo di origine italiana per parte di almeno uno dei genitori fino al terzo grado di linea diretta di ascendenza, residenti in Argentina, Uruguay, Venezuela e Brasile
2000 cittadini dei Paesi non comunitari partecipanti all'Esposizione Universale di Milano 2015 (già autorizzati la scorsa primavera)
Conversioni
Possono essere convertiti in permessi di soggiorno per lavoro subordinato:
• 4.050 permessi di soggiorno per lavoro stagionale;
• 6.000 permessi di soggiorno per studio, tirocinio e/o formazione professionale;
• 1.000 permessi di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo rilasciati a cittadini di Paesi terzi da altro Stato membro dell’Unione Europea.
Possono essere convertiti in permessi di soggiorno per lavoro autonomo:
1.050 permessi di soggiorno per studio, tirocinio e/o formazione professionale:
• 250 permessi di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo rilasciati a cittadini di Paesi terzi da altro Stato membro dell’Unione Europea.
Domande
Anche quest’anno le domande viaggeranno solo online. Potranno essere spedite attraverso il sito internet del ministero dell’Interno a partire dalle ore 9.00 del giorno successivo alla pubblicazione del decreto flussi in Gazzetta Ufficiale e per gli otto mesi successivi. Una circolare dei ministeri dell’Interno e del Lavoro descrive nel dettaglio la procedura.
Le domande saranno esaminate in base all’ordine cronologico di presentazione, fino all’esaurimento dei posti disponibili, ma vista la natura particolare delle quote stavolta non ci sarà bisogno di scapicollarsi. Soprattutto per quanto riguarda le quote per le conversioni, è difficile che si registri subito il tutto esaurito.
Mentre si aspetta la pubblicazione del nuovo decreto, ci si può comunque preparare per farsi trovare pronti all’appuntamento. Dalle 8.00 di stamattina è infatti possibile registrarsi sul sito del ministero dell’Interno https://nullaostalavoro.dlci.interno.it/Ministero/index2.jsp, compilare e salvare la domanda, per poi spedirla al momento giusto. Chi ha dimestichezza con i computer può fare da solo, altrimenti si può chiedere aiuto a patronati e associazioni di categoria.
Modelli
I modelli da utilizzare variano secondo il tipo di domanda che si presenta:
Modelli A e B per i lavoratori di origine Italiana residenti in Argentina, Uruguay, Venezuela e Brasile,
Modello VA conversioni dei permessi di soggiorno per studio, tirocinio e/o formazione professionale in permesso di lavoro subordinato,
Modello VB conversioni dei permessi di soggiorno per lavoro stagionale in lavoro subordinato,
Modello Z conversione dei permessi di soggiorno per studio, tirocinio e/o formazione professionale in lavoro autonomo,
Modello LS conversioni dei permessi di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo rilasciati da altro Stato membro dell'UE in permesso di lavoro subordinato,
Modello LS2 conversioni dei permessi di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo rilasciati da altro Stato membro dell'UE in lavoro autonomo,
Modello LS1 richiesta di Nulla Osta al lavoro domestico per stranieri in possesso di un permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo,
Modello BPS richiesta nominativa di nulla osta riservata all'assunzione di lavoratori inseriti nei progetti speciali.
Stranieriinitalia.it
Buongiorno, voglio presentare la domanda per la cittadinanza. Sono già in possesso del certificato di nascita e mi manca solo quello penale del mio Paese. Vista la lunga procedura per avere la legalizzazione e la traduzione del documento, ho paura che nel frattempo scada quello per la nascita. Perciò volevo sapere qual è la data di scadenza dei certificati?
22 dicembre 2014 – Secondo la normativa italiana, i certificati rilasciati dalle pubbliche amministrazioni che attestano stati, qualità personali e fatti non soggetti a modificazioni hanno una validità illimitata. Tutti gli altri certificati hanno una validità di 6 mesi dalla data del rilascio (art. 41 del D.P.R. n. 445/2000). Questo criterio viene applicato anche ai documenti provenienti dall'estero che verranno usati in Italia.
Ciò vuol dire che, ad esempio, il certificato di nascita non avrà mai una scadenza perché i dati relativi alla nascita (data, luogo e genitori) non cambiano, ad eccezione dei casi particolari come le adozioni oppure un riconoscimento tardivo di uno dei genitori.
Invece, i certificati che attestano una situazione che può variare nel tempo, come ad esempio quelli di matrimonio oppure penale, rilasciati dal proprio Paese hanno una validità di 6 mesi. Il motivo per il quale questi certificati hanno una scadenza è legato al fatto che il richiedente può non essere più sposato con la stessa persona oppure può aver un carico pendente nel proprio Paese per un eventuale reato commesso dopo che il primo certificato penale sia stato rilasciato.
Si ricorda, inoltre, che prima di presentare la documentazione per la cittadinanza, tutti i documenti provenienti dall’estero devono essere legalizzati per l’uso in Italia dal governo che ha emesso i certificati, dopo devono essere tradotti in Italia e la traduzione deve essere legalizzata dal Consolato italiano (se è stata fatta da un traduttore autorizzato dal consolato) oppure giurata davanti al Tribunale (se è stata fatta da un traduttore giurato in Italia).
Infine si fa presente che alcune prefetture, vista la lunga attesa per avere l’appuntamento per la presentazione della domanda per la cittadinanza, accettano il certificato penale anche dopo i 6 mesi a condizione che il richiedente non sia tornato nel proprio Paese dopo che il certificato è stato rilasciato, legalizzato e tradotto per il suo uso in Italia. Visto che non si tratta di una prassi diffusa, si consiglia di contattare la Prefettura competente nel caso in cui si riscontri una vera difficoltà per avere l’appuntamento per il deposito dell’istanza di richiesta della cittadinanza prima della scadenza della documentazione.
D.ssa Maria Elena Arguello
Lo prevede l'ultima versione della Legge di Stabilità. L'isee non deve superare i 25 mila euro, ma se non supera i 7 mila il contributo raddoppia
Roma - 22 dicembre 2014 - Il bonus bebè spetterà anche alle famiglie immigrate visitate dalla cicogna, ma a patto che mamma o papà abbiano in tasca un permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, la cosiddetta carta di soggiorno.
È l'ultima versione del contributo previsto dalla nuova legge di stabilità. Quella con ogni probabilità definitiva, se si considera che il testo uscito con la fiducia dal Senato e ora all'esame della Camera è “blindato” e dovrebbe essere approvato entro domani.
Il bonus consisterà in un assegno da 80 euro al mese per tre anni dopo la nascita o l'adozione di un figlio. Riguarderà i figli di cittadini italiani, comunitari o extracomunitari titolari di un permesso “di cui all'articolo 9” del Testo Unico sull'immigrazione (d lgs 286/1998), cioè, appunto, il “Permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo”.
C'è anche un limite di reddito: potranno avere il bonus solo le famiglie con un Isee (indicatore della situazione economica equivalente) “non superiore a 25mila euro annui”. Quando però l'Isee non supererà i 7 mila euro annui, l'importo dell'assegno raddoppierà a 160 euro al mese.
L'ultima versione del bonus bebè non piace certo alla Lega Nord, che ha tentato a più riprese di riservarlo agli italiani. Ma fa cadere nel vuoto anche gli appelli di associazioni e studenti di diritto che, alla luce della normativa europea, chiedevano di estendere il contributo a tutti gli immigrati titolari di un permesso di soggiorno valido per lavorare.
Stranieriinitalia.it
Progetto di assistenza e supporto rivolto a persone non autosufficienti, familiari di dipendenti/pensionati pubblici. Il progetto, promosso dalla sezione Inps di gestione dei dipendenti pubblici (ex-Inpdap), si colloca nell'ambito delle Attività Sociali rivolte alla famiglia qui il collegamento alla pagina Inps con la spiegazione del progetto: Assistenza domiciliare HCP informazioni utili: - le domande potrenno essere presentate verso maggio (controllare sul sito dell'Inps nella sezione nuovi bandi); - la modalità di presentazione della domanda può essere diretta, on-line, se si ha il PIN dell'Inps, o contattando gli enti che hanno

Un aiuto alle neomamme lavoratrici che rinunciano al congedo parentale per l’acquisto di servizi per l’infanzia. Via alle domande
Roma - 18 dicembre 2014 - Le neomamme che vogliono (o devono) tornare subito al lavoro possono ora contare su un aiuto in più: fino a 600 euro al mese pagati per massimo sei mesi dallo Stato, a copertura dei costi di baby sitter e asili nido che si prenderanno cura del bebè. In cambio, devono però rinunciare ad altrettanti mesi di “congedo parentale”, il periodo di astensione facoltativa dal lavoro riconosciuto alle lavoratrici quando finisce quella obbligatoria dopo il parto.
Vediamo come funzionano i nuovi "contributi per l’acquisto dei servizi per l’infanzia".
Chi può chiederli? Le lavoratrici italiane e straniere dipendenti del settore pubblico o privato (escluse colf, badanti e babysitter) e, al massimo per tre mesi, quelle parasubordinate o libere professioniste iscritte alla gestione separata Inps. Al momento della domanda dovranno però ancora essere negli undici mesi successivi al termine del periodo di congedo di maternità obbligatorio. Sono ammesse anche le lavoratrici part-time, ma l'importo del contributo sarà roporzionato alle ore di lavoro. Quindi, per esempio, con un part-time al 50% si dimezza anche l'assegno: 300 euro
Una volta accolta la domanda, l'erogazione del contributo cambia a seconda del tipo di servizio che bisogna pagare. Asili nido pubblici e privati convenzionati incasseranno il contributo direttamente dallo Stato, "scontandolo" alle mamme fino all'azzeramento della retta. Per pagare le baby sitter, che naturalmente dovranno essere regolarmente assunte, le mamme potranno invece ritirare dall'Inps dei "buoni lavoro" (o "voucher") per un importo pari al contributo. (continua dopo la foto)
La presentazione delle domande si è aperta il 16 dicembre e andrà avanti fino al 31 dicembre 2015, ma chi ha già i requisiti farebbe bene a muoversi: il contributo verrà assegnato secondo l'ordine di presentazione, fino all'esaurimento dei fondi disponibili. Si può fare tutto personalmente attraverso il sito dell'Inps (www.inps.it → Servizi per il cittadino → Autenticazione con PIN → Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito → Invio delle domande per l’assegnazione dei contributi per l’acquisto dei servizi per l’infanzia) oppure ci si può far aiutare da un patronato.
Qui trovate istruzioni più dettagliate
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